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Presa di posizione della VSA: La VSA sostiene gli approcci della revisione della LPAc

Nella revisione in corso della legge sulla protezione delle acque (LPAc), vengono ulteriormente sviluppate le condizioni quadro giuridiche e finanziarie al fine di migliorare a lungo termine la capacità depurativa degli impianti di depurazione acque (IDA) per quanto riguarda l’eliminazione dei composti azotati e delle sostanze organiche in tracce. La VSA accoglie con favore la revisione della LPAc nella sua maggior parte e suggerisce di chiarire in modo approfondito alcune questioni in vista della prossima revisione dell’ordinanza. Per quanto riguarda il requisito fondamentale per i gestori degli IDA in materia di riduzione dell’azoto, la VSA propone un compromesso che consenta di raggiungere un’eliminazione dell’azoto dell’80% a livello nazionale, prevedendo al contempo delle deroghe per gli IDA in cui un’eliminazione dell’azoto superiore al 70% non sarebbe tecnicamente fattibile o economicamente sostenibile. La VSA chiede inoltre che in futuro le tasse sulle acque di scarico possano essere utilizzate anche per misure volte al raggiungimento degli obiettivi di emissioni nette di gas serra pari a zero e per misure di adattamento ai cambiamenti climatici.

La capacità depurativa degli impianti di depurazione acque (IDA) deve essere migliorata per soddisfare gli standard tecnici e rispettare i valori limite nei corsi d’acqua. A tal fine, i nuovi requisiti previsti per la capacità depurativa degli IDA in materia di eliminazione dei composti azotati e delle sostanze organiche in tracce sono già indicati a livello di ordinanza.

La VSA accoglie con favore la revisione della LPAc

In linea di principio, la VSA accoglie con favore la revisione della LPAc come un passo importante per acque sane e vive. Ritiene che le disposizioni previste dalla legge siano per lo più efficaci. La VSA si esprime come segue sui singoli punti:

  • Adeguamento della tassa sulle acque di scarico per le sostanze in tracce: affinché le misure supplementari per l’eliminazione delle sostanze in tracce possano essere cofinanziate tramite l’attuale tassa federale sulle acque di scarico, a livello legislativo l’aliquota della tassa deve essere fissata a un massimo di 16 franchi per abitante all’anno e la riscossione della tassa deve essere prorogata al massimo fino alla fine del 2050. La VSA concorda con la soluzione di finanziamento proposta e la valuta come una soluzione equa e pragmatica per tutte le classi di dimensioni degli IDA. La VSA chiede tuttavia che venga monitorata la responsabilità estesa del produttore in conformità con l’UE e, se del caso, implementata in un secondo momento anche in Svizzera.
  • Settori di alimentazione per la protezione delle captazioni di acqua potabile: la VSA concorda sul fatto che le captazioni di acqua potabile debbano essere protette meglio dalle contaminazioni attraverso la designazione dei cosiddetti settori di alimentazione. Al contempo, la VSA chiede che, per ridurre l’apporto di nitrati nelle acque sotterranee, venga definita a livello nazionale una gestione dei settori di alimentazione che preservi l’acqua potabile nell’agricoltura e nell’orticoltura.
  • Obbligo di allacciamento alla canalizzazione pubblica per l’allevamento di animali da reddito: la VSA respinge l’allentamento previsto dalla revisione dell’obbligo di allacciamento delle aziende agricole alla canalizzazione pubblica. L’obiettivo della revisione della LPAc è migliorare la protezione delle acque. Non è quindi sensato consentire, con lo stesso disegno di legge, ulteriori immissioni di azoto nei campi, nei terreni e nelle acque attraverso il riutilizzo agricolo delle acque di scarico.

La VSA chiede adeguamenti e precisazioni per la prevista revisione dell’Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc)

In vista della consultazione prevista per il 2028 sulla revisione dell’Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc), e in particolare per gli strumenti di applicazione da elaborare, la VSA presenta proposte concrete di miglioramento:

  • Eliminazione delle sostanze in tracce: la VSA accoglie con favore i nuovi requisiti, ma chiede che vengano perseguite anche le misure alla fonte. In futuro, anche i processi combinati dovranno essere dare diritto all’indennità, purché siano necessari per l’adempimento dell’allegato 2 OPAc. Per la determinazione della capacità di depurazione, la VSA raccomanda di distinguere tra tempo secco e piovoso nel calcolo della capacità di depurazione (eliminazione dell’80% dei microinquinanti). Occorre inoltre verificare se per la seconda fase di ampliamento siano necessari impianti a flusso pieno per evitare il superamento dei requisiti numerici.
  • Riduzione degli apporti di azoto: la VSA accoglie con favore i requisiti relativi all’ammonio e ai nitriti e sostiene l’obiettivo di un’eliminazione dell’azoto dell’80%. La VSA chiede che a livello di ordinanza o in un aiuto all’esecuzione venga stabilito come determinare l’eliminazione dell’azoto, al fine di consentire un’attuazione proporzionata e mirata. Poiché un’eliminazione dell’azoto dell’80% non è presumibilmente raggiungibile in ogni IDA > 10’000 AE, la VSA propone inoltre di fissare l’obiettivo dell’80% per bacino idrografico (Reno, Rodano, Po, Inn) o, eventualmente, per bacino lacustre. Se i grandi IDA raggiungono un’eliminazione dell’azoto dell’85% o addirittura del 90%, ciò lascia un margine di manovra agli impianti (più piccoli) nello stesso bacino idrografico che non riescono a raggiungere l’80%. Tuttavia, sarebbe necessaria una compensazione finanziaria tra gli IDA che eliminano più dell’80% e quelli con un requisito di eliminazione del 70%. Con questa soluzione si potrebbero ottimizzare i costi di investimento e di esercizio. In alternativa, si potrebbero prevedere deroghe per gli IDA con fattori di ubicazione sfavorevoli (spazio, rapporto C/N, temperatura ecc.), pur mantenendo un requisito minimo del 70%. Con questa variante, tuttavia, l’obiettivo di un’eliminazione dell’azoto dell’80% a livello nazionale non verrebbe probabilmente raggiunto.

Consentire il finanziamento di misure per le città-spugna
La VSA suggerisce inoltre di integrare la normativa attualmente estremamente rigida dell’art. 60a LPAc (finanziamento dello smaltimento delle acque di scarico) con una formulazione facoltativa, affinché i Comuni possano finanziare anche misure di smaltimento delle acque di scarico non ancora prescritte dalla legge, come ad esempio la promozione di misure private di città-spugna per immobili esistenti.

La piattaforma VSA come organo consultivo

La VSA ritiene importante che gli IDA e i Cantoni possano continuare a contare, nell’applicazione della LPAc, sul supporto tecnico e sulla consulenza della piattaforma VSA Tecnologie per la rimozione dei microinquinanti e accoglie con favore il previsto raddoppio dei fondi destinati a lavori di interesse nazionale finalizzati al monitoraggio dei risultati, allo sviluppo tecnico e alla promozione dello scambio di conoscenze tra ricerca, autorità di controllo e pratica.

Risultati del sondaggio sui requisiti relativi all’eliminazione dell’azoto

Dal 1.02.2026 al 28.02.2026 la VSA ha condotto un sondaggio tra i propri membri, ricevendo 168 risposte. Ringraziamo tutti per la vivace partecipazione e l’impegno attivo su questo importante tema. Circa il 90% dei partecipanti si è espresso a favore di un requisito minimo del 70% con un valore target dell’80%. Va tenuto presente che il sondaggio è stato compilato prevalentemente da gestori di IDA e riflette quindi soprattutto la loro prospettiva. Esso fornisce una base importante per la formazione dell’opinione all’interno della VSA, ma non sostituisce la valutazione tecnica complessiva dell’associazione in quanto associazione per la protezione delle acque.

Per il Comitato della VSA era fondamentale che, in qualità di associazione per la protezione delle acque, ci impegnassimo a favore di un chiaro miglioramento della qualità dei corsi d’acqua e ci schierassimo a favore dell’eliminazione dell’azoto proposta dell’80%, esprimendo però al contempo le grandi riserve dei gestori degli IDA sul fatto che un valore vincolante dell’80% su tutto il territorio probabilmente non potrà essere raggiunto in ogni singolo caso.

In questo contesto, il Comitato ha deciso di proporre possibili compromessi (cfr. testo principale) che tengano conto di entrambi i punti di vista. La VSA invita l’UFAM a sfruttare il tempo a disposizione fino alla revisione dell’ordinanza sulla protezione delle acque per concretizzare una variante di compromesso ed è lieta di collaborare in tal senso.

La VSA sostiene l’estensione dei requisiti nella revisione dell’OPAc

Parallelamente, la VSA si è espressa anche in merito alla revisione dell’Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) attualmente in corso. L’associazione accoglie con favore l’ampliamento dell’elenco delle sostanze con requisiti di qualità dell’acqua basati su criteri ecotossicologici, ma chiede che vengano fissati valori limite vincolanti anche per i principi attivi dei pesticidi particolarmente problematici come la lambda-cialotrina, la deltametrina e il foramsulfuron. In questo modo si intende rafforzare ulteriormente la protezione delle acque svizzere (vedi comunicato separato).

  • Anno di pubblicazione: 2026

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