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Smaltimento delle acque di scarico di officina e impianto di lavaggio per vagoni di treni

Domanda

A Schattdorf (UR) viene costruito un capannone per i lavori di manutenzione ai treni, con impianto di lavaggio.
Vi verrà pulita, tra l’altro, la sottoscocca dei vagoni dei treni e, di conseguenza, verranno prodotti scarti contenenti oli e grassi.
Nella norma SN 592 000 : 2012, da pag. 98 a pag. 103, sono descritti diversi impianti con il necessario smaltimento delle acque di scarico.
Non trovo tuttavia alcun riferimento a impianti di lavaggio od officine per treni, per cui vorrei sapere se è possibile procedere alla realizzazione, ad es., come nel caso dell’impianto di autolavaggio industriale (SN 592 punto 9) o delle officine per autoriparazioni e assistenza e autorimesse (SN 592 punto 12).

Risposta

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.
Responsabile dell’esecuzione è il servizio specializzato cantonale, che decide anche la procedura da seguire.

La norma SN 595000:2012 può essere sicuramente utile per l’esecuzione di un posto di lavaggio per treni. Tuttavia la norma ha già otto anni e in questo arco di tempo lo stato della tecnica si è ulteriormente perfezionato. È inoltre in procinto di essere sottoposta a revisione.

In linea di principio occorre osservare quanto segue:

1. Il posto di lavaggio deve essere sigillato
Le acque di scarico non devono infiltrare.
2. Il posto di lavaggio deve essere coperto.
Le acque piovane devono penetrare nel circuito di lavaggio solo in modo controllato (ad es. in aggiunta all’acqua di lavaggio).
3. Prevedere il pretrattamento delle acque di scarico in modo che, in caso di immissione nella canalizzazione, siano rispettati i requisiti previsti nell’Allegato 3.2 dell’ordinanza sulla protezione delle acque.
4. Le acque di scarico devono essere riciclate.
Considerato il cambiamento climatico e la scarsità di acqua potabile, nei nuovi impianti di lavaggio è economicamente ed ecologicamente opportuno realizzare un sistema di ricircolo (90%). Anche nel caso di impianti di lavaggio con un consumo d’acqua a partire da 2 m3 al giorno il ricircolo è una soluzione conveniente. In genere è possibile combinare l’impianto di lavaggio con l’utilizzo dell’acqua piovana, riducendo ulteriormente il consumo di acqua potabile e il consumo di detergenti.

Nel vostro caso consigliamo l’impiego di un sistema di pretrattamento biologico delle acque di scarico o un impianto di pirolisi.

Pretrattamento biologico delle acque di scarico
Nel pretrattamento biologico delle acque di scarico i composti organici presenti nelle acque di scarico vengono sottoposti a un processo di decomposizione. Tale decomposizione è sostanzialmente dovuta ai microorganismi e all’ossigeno disciolto (processo aerobico) oppure può avvenire mediante sottrazione dell’ossigeno (processo anaerobico). Durante il processo si formano composti inorganici e biomasse (fanghi). I metalli pesanti eventualmente presenti si depositano nel fango, che dovrà quindi essere smaltito come rifiuto speciale.

Impianto di pirolisi
Gli impianti di pirolisi sono impianti di depurazione delle acque fisico-chimici, particolarmente indicati per il trattamento dei metalli pesanti e degli idrocarburi. Il principio si basa sulla scissione chimica delle particelle di sporco dall’acqua. Le impurità formano dei fiocchi che vengono poi filtrati fisicamente, utilizzando diversi filtri. Sono necessari additivi chimici (agenti separatori) che, a seconda dei quantitativi di acque di scarico, possono comportare costi d’esercizio rilevanti.

Restiamo a completa disposizione per ulteriori chiarimenti o per una discussione; rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. G. 062 835 34 18 e/o email bruno.mancini@ag.ch).