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Smaltimento delle acque nelle stazioni di servizio

Domanda

Ho una domanda sullo smaltimento delle acque nelle stazioni di servizio.

Vorrei avere informazioni in merito al “rivestimento resistente ai fluidi”, ad esempio il calcestruzzo.

Quali alternative esistono al calcestruzzo?
È possibile utilizzare l’asfalto in questo ambito?
O esiste forse una variante con autobloccanti?

Risposta

Facciamo riferimento alla vostra richiesta del 15 giugno 2020 inoltrata nel forum VSA del CC Industria e artigianato in merito allo stato della tecnica.

La seguente risposta è un parere tecnico della VSA.
Responsabile dell’esecuzione è il servizio specializzato cantonale, che decide anche la procedura da seguire.

Principio
Le aree di rifornimento e di trasbordo per sostanze pericolose devono essere eseguite con sigillatura e rivestimento resistente ai fluidi, in modo da impedire l’infiltrazione di liquidi.

Definizione
Per “resistente ai fluidi” si intende in generale quanto segue:
Il materiale (ad es. calcestruzzo) mantiene invariate le sue proprietà meccaniche (ad es. resistenza), fisiche (ad es. tonalità) e chimiche (ad es. miscela) specifiche, nonostante un contatto prolungato con il fluido (ad es. benzina). Dal momento che questo stato ideale non si realizza praticamente mai, sono considerati “resistenti” solo i materiali che vengono intaccati solo molto lentamente”.

Alternative al calcestruzzo
Nella letteratura esistono diverse pubblicazioni con elenchi di materiali e relative resistenze (ad es. la tabella di resistenza chimica Bürkert, v. allegato). Si tratta di trovare in queste tabelle un materiale che resista contemporaneamente alla benzina, al diesel, al biodiesel, alla soluzione acquosa di urea (Ad-blue), ecc. (tutte sostanze presenti).

Sollecitazione meccanica
Oltre alla resistenza, è fondamentale anche la stabilità meccanica del materiale, dal momento che in una stazione di rifornimento si hanno anche notevoli sollecitazioni meccaniche sul fondo. I veicoli pesano anche diverse tonnellate. Se si utilizzano materiali morbidi (plastiche, asfalto, ecc.), potrebbe essere necessario doverli sostituire di frequente. Oltre a resistere ai fluidi, il fondo deve essere anche a tenuta ed evitare la penetrazione nel terreno di sostanze pericolose per le acque.

Impiego di asfalto
Nelle aree di rifornimento e di trasbordo si utilizzano in pratica calcestruzzo e asfalto. Ma la resistenza ai fluidi e la resistenza meccanica del calcestruzzo sono migliori di quelle dell’asfalto. Il rivestimento in asfalto potrebbe pertanto richiedere sostituzioni più frequenti rispetto al calcestruzzo. Ciò dipende anche dalla frequentazione e dai tipi di veicoli (motociclette, auto, camion, veicoli cingolati, ecc.) e questo spiega anche perché viene maggiormente utilizzato il calcestruzzo.

Variante con autobloccanti
Sul mercato esistono diverse varianti con autobloccanti. Si tratta tuttavia di sistemi speciali con fughe sigillate, ad esempio il sistema TASIKO della tedesca Kortmann Beton (v. catalogo). Non conosciamo tuttavia casi di impiego di questo sistema in Svizzera.

Obbligo di annuncio e autorizzazione
Nelle zone di protezione delle acque S1 e S2 non si possono realizzare stazioni di rifornimento. All’interno della zona di protezione delle acque sotterranee S3, delle aree di protezione delle acque sotterranee, dei settori di protezione delle acque Ao / Au e dei settori d’alimentazione Zo / Zu le stazioni di rifornimento sono soggette a obbligo di autorizzazione. Negli altri settori le stazioni di riforni-mento sono soggette a obbligo di annuncio.

 

Restiamo a completa disposizione per ulteriori chiarimenti o per una discussione; rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18 o email bruno.mancini@ag.ch).