Cloro vs. argento nelle acque di scarico
Domanda
Vorrei informazioni sulla problematica dei biocidi nell’ambiente. Concretamente vorrei sapere se il cloro o l’argento sono dannosi per l’ambiente o quali sono i rischi legati a queste due sostanze.
Risposta
Come disse Paracelso: “Dosis sola facit venenum” / Solo la dose fa il veleno
In generale
Quando si utilizzano biocidi, vale l’obbligo di diligenza. In riferimento all’utilizzo di biocidi e ai rifiuti che ne derivano occorre provvedere affinché essi non possano mettere in pericolo gli esseri umani, gli animali e l’ambiente. Il biocida deve essere utilizzato unicamente per lo scopo previsto. Occorre tenere conto delle indicazioni che figurano sull’imballaggio, sulla scheda di dati di sicurezza e sulle istruzioni per l’uso. Possono essere utilizzati soltanto apparecchi che consentano un impiego appropriato e mirato del biocida. L’impiego di biocidi deve essere ridotto al minimo necessario. Se possibile, l’uso deve essere affiancato a misure preventive idonee e ad altri procedimenti (p. es. metodi fisici, biologici).
Presenza di argento nelle acque di scarico
Uno studio di Bernd Nowack (Nanosilver Revisited Downstream, Bernd Nowack, Science, 2010, Vol. 330 no. 6007, pp. 1054-1055, DOI:10.1126/science.1198074) mostra che il 90% della frazione d’argento presente negli impianti di depurazione viene eliminata con i fanghi di depurazione. Nelle acque di scarico la frazione di argento viene convertita in solfuro d’argento poco solubile in acqua raggiungendo in tal modo i fanghi di depurazione.
Presenza di cloro attivo nelle acque di scarico
Il cloro attivo (p. es. ipoclorito di sodio) unito ad altri materiali organici, come p. es. il grasso, può formare composti organici alogenati (AOX) che, avendo una bassissima biodegradabilità, costituiscono un problema per l’ambiente. Se nell’impianto di depurazione venisse utilizzato l’ozono, si potrebbe formare il clorato.
Presenza di cloro attivo in natura
L’immissione di cloro attivo in un corso d’acqua deve avvenire nel rispetto del valore limite di 0,5 mg di cloro attivo per litro. Dalla reazione tra il cloro attivo e i composti organici si formano prodotti a bassa biodegradabilità.
Conclusione
Non è possibile dire in generale se sia “peggio” il cloro attivo o l’argento. Consigliamo di ridurre l’impiego di questi prodotti al minimo necessario.
Riferimenti normativi:
• Legge federale del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (Legge federale sulla protezione delle acque, LPAc); RS 814.20
• Ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc) del 28 ottobre 1998; RS 814.201
Bibliografia
SVG Journal Chlorat in Schwimmbädern (Clorato nelle piscine) (2017)
Restiamo a completa disposizione; per ulteriori chiarimenti rivolgersi a Bruno Mancini (Tel. 062 835 34 18 e/o via e-mail bruno.mancini@ag.ch).